Il Santuario della Beata Vergine, con annesso eremo, si trova a Valcora, sulla riva destra del fiume Potenza, lungo l’antica via di collegamento tra Umbria e Marche. Circondato dai boschi, è raggiungibile percorrendo una strada ripida e tortuosa.
In epoca medievale era la chiesa parrocchiale di Sarracchiano, antico insediamento scomparso. Non si hanno documenti anteriori al XV secolo, ma l’abside superstite testimonia che la struttura originaria risale al XIV secolo. L’aspetto attuale deriva dall’ampliamento del 1728, a cui si deve probabilmente anche la costruzione dell’eremo.
Il complesso, che richiama l’aspetto di una rocca a difesa del villaggio, presenta un ingresso con portone ad arco a tutto sesto, preceduto da un muro sormontato da una vela campanaria a due fornici. La chiesa ha pianta rettangolare a navata unica con tetto a vista, due altari laterali incorniciati da preziosi stucchi settecenteschi in finto marmo e oro e un presbiterio più basso, voltato a crociera e affiancato dalle sacrestie.
Sulla parete di fondo dell’abside restano affreschi della fase originaria (1370-1380), attribuiti a Diotallevi di Arcangelo di Esanatoglia: una Crocifissione con Santi, Sant’Antonio Abate, la Madonna di Loreto e un Ecce Homo. La Madonna di Loreto, sotto un baldacchino sorretto da angeli, è considerata il più antico esempio noto di questo tipo iconografico.
Secondo la tradizione popolare, il santuario nacque in seguito alla miracolosa apparizione dell’immagine della Vergine in un’edicola del luogo, che avrebbe espresso il desiderio che lì sorgesse una chiesa.