Fiuminata e le terre vicine


Tipologia   Storico-Artistico
 
Tecnologia   IoT
 
Numero Tappe   5
 
Difficoltà 
 
lunghezza   11.5 Km
 
dislivello   214 m
 
H.min   450 m
 
H.max   664 m
 
Percorso ad anello che ti porterà alla scoperta di Fiuminata e di alcune delle sue frazioni più caratteristiche: Vallibbia con la Chiesa della Madonna de “Le Salette”, Spindoli con la Chiesa di San Barnaba e la sua antica Rocca e Valcora con il Santuario della Beata Vergine.
Piccoli scorci che ti resteranno impressi nel cuore e nella mente.

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1Fiuminata

Il percorso prende avvio dalla parte alta di Fiuminata, dove sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta. Costruito nel corso del XX secolo, l’edificio si distingue per la sua facciata a capanna, impreziosita da un elegante portale in travertino e da una finestra centrale che ne illumina l’interno.

Varcando la soglia, verrai accolto da un ambiente armonioso, scandito da capitelli dorici e lesene rivestite in marmo. Le pareti custodiscono pregevoli dipinti risalenti alla prima metà degli anni Venti, frutto della collaborazione tra Emilio Lazzari e Corrado Pellini, due artisti che hanno lasciato un segno tangibile nella decorazione sacra dell’epoca.

Un dettaglio che arricchisce ulteriormente la chiesa è la presenza di un antico organo datato 1876, opera di Ettore Del Chiaro, figlio di una rinomata famiglia di organari di Fabriano.

 

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2Valcora

Riprendi il percorso e dirigiti verso Valcora, altra località di Fiuminata adagiata sul fiume Potenza e quasi al confine con l’Umbria. Sul punto più alto, raggiungibile tramite una stradina stretta e tortuosa, si erge il Santuario della Beata Vergine, conosciuto anche come Eremo della Madonna di Valcora.
L’ingresso è semplice: un portone ad arco a tutto sesto, preceduto da un muro sormontato da una vela campanaria a due fornici che sembra fare da custode al silenzio del luogo.

All’interno, purtroppo non accessibile al pubblico per motivi di sicurezza, si trovano due altari, incorniciati da stucchi settecenteschi in finto marmo e oro, che impreziosiscono e illuminano l’ambiente austero del santuario.
La parete di fondo ospita affreschi attribuiti a Diotallevi di Arcangelo di Esanatoglia, un pittore marchigiano del Quattrocento. Le scene rappresentano una intensa Crocifissione con Santi, Sant’Antonio Abate, un espressivo Ecce Homo e, soprattutto, una rara immagine della Madonna di Loreto sotto un baldacchino sorretto da angeli, considerata la più antica raffigurazione conosciuta di questo tipo iconografico.
Attualmente l’eremo si può ammirare solo dall’esterno, ma anche così continua a esercitare un forte fascino, sospeso tra sacralità e devozione popolare.

 

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3Spindoli

Il cammino prosegue verso Spindoli, una frazione accogliente dove il tempo sembra essersi fermato. Tra i vicoli stretti e le case in pietra, gli anziani del paese ti osservano affacciati alle finestre: i loro sorrisi dolci e gli sguardi colmi di affetto sanno di casa e di sugo sul fuoco.

Proprio sulla piazza principale, si erge la Chiesa di San Barnaba. Edificata nell’Ottocento e restaurata nel 2005, si ispira nell’aspetto alle linee sobrie delle case rurali rinascimentali. La facciata in pietra, semplice ma armoniosa, è abbellita da un elegante portale con cornice e trabeazione sorretta da mensole in pietra.

All’interno, lo spazio si apre in un’unica aula rettangolare coperta da un soffitto a dodici cassettoni, che dona ritmo e profondità all’ambiente. La luce filtra delicatamente attraverso un oculo e due lunette laterali.

L’arredo liturgico rispecchia le indicazioni del Concilio Vaticano II, con un altare centrale rivolto verso l’assemblea, il tabernacolo ben visibile e la statua di San Barnaba collocata su un moderno dossale. La chiesa, pur nella sua semplicità, si presenta come un luogo di fede vivo e ben curato, al centro della vita comunitaria di Spindoli.

Sopra un alto sperone di roccia calcarea, si staglia maestosa la Rocca di Spindoli, costruita tra l’XI e il XII secolo come presidio strategico della famiglia da Varano. Raggiungibile a piedi attraverso un sentiero che si inerpica nel bosco, partendo dal cuore del paese, la rocca offre un suggestivo percorso tra storia e natura.

Dal XVI secolo la fortezza venne abbandonata e lasciata alle intemperie. Le sue poderose mura perimetrali, un tempo lunghe oltre 260 metri, furono progressivamente smantellate: i blocchi di pietra vennero riutilizzati dagli abitanti per costruire nuove abitazioni nel paese sottostante.
Nel 1995 per iniziativa delle donne di Spindoli, che organizzarono una vendita di marmellate per raccogliere fondi, furono avviati i primi interventi di recupero, come la messa in sicurezza dei ruderi, la sistemazione del cortile, l’installazione di segnaletica esplicativa e il miglioramento del sentiero di accesso.

 

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4Vallibbia

Prosegui in direzione di Vallibbia, località di Fiuminata costituita da un piccolo agglomerato di case che ospita la Chiesa Madonna de “Le Salette”, punto di riferimento spirituale e di partenza per diversi itinerari escursionistici, come l’anello del Merennino e il sentiero che conduce alla Rocca di Spindoli.

La chiesa, edificata nel 1952 da un frate francescano, è dedicata all’apparizione de “La Salette”, città della Francia dove nel 1846 due pastorelli raccontano di aver visto la “bella signora luminosa” in tre diversi momenti: prima in lacrime su una roccia, poi in piedi mentre parlava in francese e nel dialetto locale per denunciare i peccati dell’umanità e infine mentre affidava a ciascuno un segreto e scompariva nel cielo.

 

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5Ritorno a Fiuminata

Dopo una pausa raccolta all’eremo, puoi concludere l’anello facendo ritorno a Fiuminata, dove potrai ricaricarti godendo della frescura dei giardini pubblici oppure chiacchierare con gli anziani del posto e magari unirti a loro per una partita a bocce.

 

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